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Plastica, non tutto è riciclabile. Il resto, può diventare combustibile

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La plastica è essenzialmente riciclabile: il ciclo integrato dei rifiuti punta, anche grazie ad una raccolta differenziata sempre più spinta e qualificata, ed a centri di selezione tecnologicamente avanzati, a recuperare tutto il possibile, per dare a questo materiale un nuovo utilizzo ed una nuova destinazione. Per comprendere di cosa stiamo parlando, basta scrutare il cassonetto dell’immondizia della nostra abitazione ed individuare il “peso specifico” del materiale plastico nelle sue più disparate tipologie. Ma vi sono plastiche e plastiche: non tutte possono essere riciclate e tante, nel loro quotidiano e usuale utilizzo, sono talmente “compromesse” o “contaminate”, da rendere improponibile l’avvio di un processo di recupero e riutilizzazione. Organismi qualificati e specializzati, sotto il diretto controllo e coordinamento del Corepla, il Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclo della plastica, si occupano ogni giorno di questi procedimenti, a valle della racc...

In Italia meglio il carbone che il CSS. Colpa della burocrazia…

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Il CSS è il Combustibile Solido Secondario ricavato a valle del ciclo integrato dei rifiuti, da tutto quel materiale (prevalentemente plastico) che non è stato possibile avviare a percorsi di recupero o riciclo. Si tratta di materiale che, se non trasformato in combustibile, sarebbe irrimediabilmente destinato alla discarica. L’Italia produce ogni anno (dati Eurostat 2016) 3 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. Di questo quantitativo, il 33% viene dalla raccolta differenziata “domestica” e viene appunto trattato per dare vita a nuovi prodotti attraverso il riciclo. Il restante 66% proviene dalle imprese.  È importante per l’Italia, perfezionare e chiudere efficacemente il ciclo integrato dei rifiuti e trovare nuovi sbocchi per il CSS. Favorendone l’uso ad esempio nei cementifici, dove mediante coincenerimento, il CSS viene utilizzato per produrre energia in sostituzione di combustibili fossili che vengono ottenuti dall’estrazione di risorse primarie. È già possibile, sia d...

La plastica? No, le plastiche

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La plastica, la principale sostanza che compone il “plasmix”, il rifiuto alla base della produzione di CSS, in realtà non è un unico materiale. Anzi, è un universo di materiali policomposti alcuni dei quali addirittura devono essere individuati e scartati, in quanto non idonei al coincenerimento nei forni di cementifici e centrali termoelettrici, per le esalazioni tossiche producono. Non esiste quindi la plastica, ma esistono “le plastiche”: polimeri alcuni dei quali naturali (come l’ambra, il guscio di tartaruga o il corno, in qualche modo assimilabili alla plastica) altri derivati. Dapprima – siamo agli albori della storia plastica - è una via di mezzo, un materiale semisintetico ricavato dalla cellulosa, il Parkesine, con cui si producono manici, scatole, polsini e colletti delle camicie. Poi una plastica viene ricavata per condensazione tra fenolo e formaldeide: è la prima resina termoindurente di origine sintetica; fino ad arrivare al polivinilcloruro, più noto con la sigla PVC, c...

P.r.t.: quasi vent'anni di esperienza all'insegna di innovazione, tecnologia, attenzione per l'ambiente

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La P.r.t. Srl è un’azienda leader in Campania e nel Mezzogiorno, nel settore del recupero dei rifiuti speciali non pericolosi. Nasce nel 2001, su iniziativa di due importanti realtà già attive in altri comparti produttivi: la Agovino Mario Srl e la Italgomma snc. Svolge, nei primi anni, attività di commercio all’ingrosso di poliuretano, ritagli di stoffa, materie prime e semilavorate in gomma, affini. La sede operativa è a Bergamo. Nel 2006 nasce l’impianto di recupero di Sarno che produce combustibile da rifiuti: rifornisce in esclusiva la Nuova Cementeria di Salerno dell’Italcementi Spa. Sono gli anni cui, sotto l’amministrazione di Pasquale Agovino, la società inizia a svolgere, su tutto il territorio regionale, attività di intermediazione e recupero di rifiuti speciali non pericolosi, occupandosi in particolare di stoccaggio, trattamento, recupero, trasporto, di rifiuti speciali non pericolosi, essenzialmente di natura plastica, destinandoli al recupero energetico, sotto forma di C...

Rifiuti: è allarme per il blocco del riciclo

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Emergenza rifiuti: un rischio reale sempre più concreto per tutta l’Italia. A lanciare di recente un allarme è stato il Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi che si occupa del ritiro dei materiali della raccolta differenziata, che paventa il «rischio che si possa arrivare a una sospensione del ritiro dei rifiuti urbani». Insomma, l’emergenza sanitaria e il conseguente rallentamento di alcune attività industriali, il blocco totale di molte altre, stanno inceppando la filiera della raccolta differenziata. Ciò determina la saturazione degli stoccaggi sia di impianti di riciclo (al collasso una trentina di piattaforme di separazione delle plastiche) sia dei termovalorizzatori (60 in Italia, concentrati per lo più al Nord). La situazione, a quanto sembra, è più fragile al Sud, poiché quest’area del Paese è dotata di un minor numero di impianti. Il Conai ha chiesto un immediato confronto sul tema con Governo e Regioni e lo ha fatto con una lettera inviata nei giorni scorsi al presid...